Il Gran Bazar

Standard

DSCN1540Dopo un viaggio in pullman che ricorda una gara di go kart fra autisti, automobilisti e taxisti, eccoci finalmente… sul Bosforo.
Mi godo al massimo l’odore del mare, le voci della folla, incomprensibili ma musicali, gli schizzi di spuma che salgono lungo lo scafo della barca in movimento, tocco divertita la copertura di tela cerata sopra di me dove le zampe di un gabbiano posato sono visibili in controluce.
Lo stupendo centro storico di Sultanahmet è sempre più vicino oltre il braccio di mare, i suoi colori da indistinti si fanno più vividi nella luce quasi primaverile.
Sbarchiamo davanti alla splendida Yeni Camii (Moschea Nuova), che si erge sopra l’intrico di stradine e bancarelle del mercato delle spezie in cui ci addentriamo: servizi da tè e caffè in vetro e metallo, nargilé dalle lunghe bocche variopinte, stoviglie di legno si accalcano lungo le vetrine per farsi desiderare dagli acquirenti; sacchi di spezie anche dai colori imprevedibili emanano profumi mai sentiti che si confondono gli uni con gli altri, dando un senso di leggera euforia; le foglie di vite in salamoia ingannano con il loro brutto aspetto chi non sa che sono l’ingrediente principale di alcuni ottimi piatti turchi; favolosi dolci di ogni forma e colore, tantissimi tipi di frutta secca e infusi vengono venduti ad una folla di clienti da uomini di mezza età incredibilmente flemmatici; vi sono bancarelle che vendono esclusivamente olive, in decine di varietà e condimenti diversi; lunghi fili come collane di chiodi di garofano, pomodori o melanzane essiccate, foglie di té aromatizzate con boccioli di rosa interi e altre meraviglie si contendono l’esiguo spazio con la calca di turisti e acquirenti.
Consumiamo uno dei pranzi più economici della nostra vita con una cosiddetta pizza turca, dalla farcitura abbastanza misteriosa ma molto gustosa. Compro un sacchetto di lokum, succosi cubetti a base di zucchero e acqua di rosa o succhi di frutta, talvolta ripieni di frutta secca, simili alle nostre caramelle di gelatina, ma dalla consistenza ancora migliore.
Poco lontano da questo bazar delle spezie si trova il più celebre Gran bazar coperto: come molte cose che sto vivendo in questo periodo, non è niente di immaginabile da chi non l’ha visto.
Molto più vasto dei centri commerciali dai marchi occidentali sparsi per il resto della città, questo enorme seminterrato dalle volte variopinte è il posto ideale per che desiderasse perdersi, smarrire la concezione del tempo e dello spazio per qualche ora.
Ogni negozio al suo interno è piccolissimo, la merce è tutta esposta a ridosso della porta, sulla parete esterna e su banchetti nella strada.
Al pari del mercato delle spezie, anche qui le vie sono strette e affollate, diversa è la merce che vi si vende. Centinaia di bracciali in ogni vetrina di gioielleria, più di quanti ne abbia mai visti tutti insieme, gli uni accanto agli altri formano come delle cascate d’oro splendente che abbagliano gli occhi.
Si resta letteralmente ipnotizzati da folle di piatti, vassoi, caraffe e vasi di ceramica lavorata più colorati delle illustrazioni dei libri di fiabe che da piccoli contemplavamo mille volte con lo stesso desiderio di entrarvi.
Ci si perde nei motivi geometrici e floreali delle sciarpe esposte sui muri fino al soffitto, si viene presi dall’acquolina alla sola vista dell’illustrazione su una scatola del tipico tè alla mela, sembra quasi di percepire il peso delle grosse collane d’argento e pietre dure appese insieme a decine.
Ovunque si vedono ciondoli, sonagli per le porte, collane, bracciali e soprammobili con un disco di vetro blu e un occhio azzurro stilizzato al centro: è un tradizionale portafortuna, come per noi il quadrifoglio o il ferro di cavallo.
E’ difficile dire quale sia il genere di merce più bello: me la sento però di sbilanciarmi in favore delle lampade, di una specie mai vista altrove. Appese a grandi grappoli sui soffitti con catene e sostegni tondi di metallo decorato, scaldano il cuore con una luce che sembra quella delle candele, ma impreziosita dai brillanti colori della sfera schiacciata in mosaico di vetro che le racchiude. La loro luce è così particolare che nessuna foto può rendere giustizia, bisogna vederle, e desiderarle.
Quanto a “marketing”, si sa, i Turchi sono anni luce avanti a noi: ad ogni porta, davanti ad ogni banchetto il commerciante chiama a gran voce gli acquirenti, invita a guardare, a fermarsi, e così fanno tutti i venditori insieme. Qualcuno tenta fisicamente di fermarci o ci segue per qualche metro mentre passiamo, tentando in varie lingue di portarci al suo negozio, altri origliano i nostri commenti e quando dico (in inglese o in italiano) che mi piacerebbe comprare un piatto di ceramica o una lampada ma ho paura di romperla in aereo, ci gridano dietro che hanno la confezione giusta. Ma nessuno batte l’insistenza dei venditori di tappeti, i cui negozi sembrano quasi sale da tè, perché una sorta di galateo prevede che si beva il tè insieme durante le trattative sull’acquisto, e così la maggior parte dei venditori sono attrezzati con due o tre tavolini.
Forse è facile per questi venditori che passano rapidamente da una lingua all’altra confondere tra loro l’italiano e lo spagnolo, così simili, o forse le mie fattezze traggono in errore anche la loro proverbiale abilità nell’indovinare la provenienza delle persone con una sola occhiata: resta il fatto che intorno a me ad ogni passo è tutto un “Hola! Senorita, que buscas? Es bueno, te gusta!”. Questo rende se possibile ancora più divertente questa visita, ricca di stupore e allegria.
Non si può evitare una sosta per un tè, in una piccola pasticceria dalle basse pareti scure ricoperte di arazzi, tappeti e icone cristiane.
Affascinante, divertente ma anche molto stancante! Usciamo con i piedi doloranti, ma felici.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...